martedì 9 dicembre 2014

[ANALISI] Lo jihadismo algerino a un bivio

Riporto qui un articolo pubblicato per la rubrica MedShake di ISPI venerdì scorso.

Lo jihadismo algerino a un bivio


La scissione di AQIM e la nascita di Jund al-Khilafa
Se ne parlava da tempo, e alla fine la conferma è arrivata. Il gruppo jihadista algerino Jund al-Khilafa fi Ard al-Jazayr ( i Soldati del Califfato in Algeria, JKJ) è il nuovo prolungamento ufficiale dello Stato Islamico. Il riconoscimento formale da parte di al-Baghdadi  giunge tramite l’ultimo numero della rivista Dabiq. Il Califfo si complimenta con i mujahedin per essere stati i primi a rispondere ad al-Adnani, il portavoce dello Stato Islamico che quest’estate aveva chiesto a gran voce di attaccare i “crociati” di tutto il mondo e unirsi a IS. La risposta di JKJ si è fatta attendere molto poco: il 22 settembre, in un video chiaramente ispirato alla dialettica di IS, il gruppo algerino lancia un ultimatum di 24 ore al premier francese Hollande per il riscatto del turista Herve Gourdel. Nel video si fa esplicitamente riferimento alla richiesta di al-Adnani. Due giorni dopo, in un altro clip di 4 minuti caricato via Twitter, è mostrata la testa mozzata dell’ostaggio. 
JKJ è un agglomerato di combattenti provenienti da al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Il suo leader ‘Abd al-Malik Sulayman Abu Ghuri (aka Khaled) aveva rilasciato un comunicato il 14 settembre in cui accusava AQIM di aver deviato dalla retta via e, riferendosi ad al-Baghdadi, diceva:  “ci sono degli uomini nel Maghreb islamico pronti a obbedire ai tuoi ordini”. A uscire dall’orbita di al-Zawahiri sarebbero stati soprattutto alcuni miliziani provenienti dalle frange di AQIM stanziate nel nord-est algerino.
Abu Ghuri è una vecchia conoscenza del jihadismo nord africano. Sin dal 1991 era attivo tra le fila del GIA (Gruppo Islamista Armato), poi evolutosi in GSPC (Gruppo Salafita di Predicazione e Combattimento) nel 1998 e finalmente rinominatosi al-Qaeda nel Maghreb Islamico nel 2007, con la bay’a a Bin Laden.
Mentre l’attuale amir di AQIM Abu Mus’ab ‘Abd al-Wadud (aka ‘Abd al-Malik Droukdel) non sembra per ora avere ripensamenti strategici di affiliazione con il network qaidista, già quest’estate un suo affiliato tunisino, la brigata Uqba Ibn Nafi, ha deciso di staccarsi dall’organizzazione per valutare un avvicinamento allo Stato Islamico.
L’anno scorso AQIM aveva perso un’ulteriore importante pedina con la fuoriuscita di Belmokhtar, che ha fondato il gruppo al-Murabitun, oggi attivo soprattutto in Mali, dove coopera con le milizie tuareg locali del gruppo Ansar al-Din.

Abu Ghuri è quindi solo l’ultimo anello di una lunga catena di defezioni e riassetti del panorama jihadista nel nord Africa. Tuttavia, mentre Belmokhtar ha dimostrato nel tempo di essere un leader carismatico e in grado di auto-finanziarsi, sono diversi i dubbi destati dalla mossa di Ghuri data la sua dipendenza, sino ad oggi, da AQIM. Seppure non sia chiaro come e dove troverà protezione nel breve periodo, JKJ avrebbe già ricevuto da IS un wali (“governatore”) provvisorio che da istruzioni al gruppo. Non ci sarebbe stato invece, finora, alcun dispiegamento di armi verso la regione, rinominata wilaya al-Jazayr, seguendo la suddivisione territoriale di IS.
Jund al-Khilafa non costituisce per il momento una minaccia alla sicurezza dello Stato algerino. Il gruppo, composto da circa una cinquantina di membri, potrebbe continuare ancora a lungo a solcare la via dei rapimenti e dei riscatti, non essendo in grado di perpetrare attacchi di portata ragguardevole. Molti dei suoi uomini sarebbero inoltre noti alle forze di sicurezza algerine, Ghuri in primis. Ancora una volta, quindi, siamo di fronte a un atto di forte valore simbolico più che pragmatico. Sempre Dabiq riporta alcune frasi del messaggio di bay’aemanato da JKJ, all’interno del quale si legge un messaggio agli jihadisti sparsi per il mondo: “Vogliamo dare una comunicazione soprattutto ai mujahedin che hanno sacrificato tutto ciò che hanno di caro e prezioso, che hanno offerto le loro anime senza esitazioni e hanno annunciato <la nostra missione e il nostro obiettivo è quello di implementare la shari’a di Allah in Terra e un Califfato seguendo la metodologia dei profeti>. Perché rimandate, ora? Vi chiediamo, in nome di Dio, secondo voi questo porta gioia ai credenti e rabbia agli infedeli? O viceversa?” .

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