sabato 6 settembre 2014

[REPORT] AQIS: Il nuovo ramo di al-Qa'ida nel subcontinente indiano


In un video di 55 minuti rilasciato mercoledì 3 Settembre, Al-Zawahiri, leader di al-Qa'ida, ha dichiarato la nascita di una propaggine indiana del network qaidista.

A fronte della continua e inesorabile perdita di consensus e prestigio fra jihadisti, sempre più attratti dallo Stato Islamico (soprattutto la fascia d'età under-25), la notizia del reclutamento in India da parte di ISIS ha suonato un vero e proprio campanello d'allarme per al-Qa'ida.

Se qualcuno aveva ipotizzato un attacco qaidista in Europa per recuperare visibilità e legittimità, si è almeno per ora sbagliato di grosso. A riprova della superiorità strategica offerta dalla primazia de facto in Medio Oriente rispetto a qualsivoglia attentato verso l'occidente, il gruppo di al-Zawahiri si è attivato per imporsi come alternativa nel jihadismo indiano.

Le lunghe braccia di al-Qa'ida

Al-Qa'ida è ciò che viene chiamato un alliance hub, un "cardine di alleanze", attorno al quale gira una galassia di propaggini e affiliati innumerevole.
Oltre alle più importanti propagazioni quali AQIM (al-Qa'ida In Maghreb -Libia, Algeria, Mali, Tunisia-), Jabhat al-Nusra (al-Qa'ida in Siria), al-Shabab (al-Qa'ida in Somalia) e AQAP (al-Qa'ida nella penisola arabica - Yemen-), si è aggiunto ora il ramo Qa'ida al-Jihad nel subcontinente indiano, precisamente nelle regioni del Burma, Bangladesh, Assam, Gujurat, Ahmedabad e Kashmir. 
Non si tratta però di una novità assoluta: la relazione amichevole fra al-Qa'ida e i Taliban era da tempo risaputa. E' quindi più corretto parlare di una formalizzazione dell' alleanza.


Il movimento Deobandi

I semi del fondamentalismo erano stati gettati da molto tempo nella regione.
La scuola Deobandi, che vanta una forte diffusione in India, Pakistan e Bangladesh, seppur Hanafita, ha sempre subito una significativa influenza del salafismo wahhabita (essenzialmente tramite fondi e finanziamenti giunti dall' Arabia Saudita). Non a caso, molti indiani deobandi si definiscono wahhabiti qualora li venga chiesto l'orientamento dottrinale. Diversi gruppi terroristici sono di estrazione Deobandi.
Il movimento Taliban, sia per quanto riguarda il ramo Afghano che quello Pakistano, ne fa parte.
Vale lo stesso per Tablighi Jama'at ( o in arabo Jama'at al-Tabligh), secondo diverse fonti implicata nel collegamento di jihadisti europei con cellule mediorientali. Sembra che Ibrahim Delnevo, il ragazzo genovese morto nel jihad siriano, si sia rivolto a un piccolo gruppo stanziato ad Ancona e appartenente a Tabligh Jama'at per informazioni circa il viaggio verso la Siria



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